C'è questo nuovo meraviglioso strumento che Google, il colosso dell'informatica che un giorno ci ucciderà tutti, ha prodotto apposta per quelli che come me puzzano di sfiga lontano un miglio, anche ad Agosto.
Si chiama Google Insights, lo ha segnalato sul sito del Corriere uno che, nel frame alto del suo blog ha Silver Surfer. Un vero giovane. Nel 1982.
Insights, oltre a essere la prova che tutte le mie ricerche zozze su interet vengono gelosamente custodite e tenute in considerazione per costruire indici di depravazione commissionati dalla grande G (graaazie grande G!), ci offre una bella, non bellissima ma bella, occasione per dare un'occhiata agli internauti (che brutto termine) del più grosso motore di ricerca del mondo. Cosa cercano - con che variazioni temporali e tutto - e in che proporzioni cercano quello che cercano.
- Minchia zio se puzzi di sfiga
- Sì, lo so, non ne faccio mistero
- Ah, beh, allora...
Esempio, riferito al periodo 2004 - Oggi, perché Google solo questi dati ha reso disponibili:
Piccola legenda cronologica:
Elezioni Politiche - 9 e 10 aprile 2006
Prima crisi del governo Prodi - febbraio 2007
Mastella sbatte la porta, seconda crisi del governo Prodi - gennaio 2008
Elezioni Politiche... Di nuovo - 13 e 14 aprile 2008
Puttanoni-gate - giugno 2009 e successivi.
Un paio di appunti.
1) Berlusconi ha sempre, dico, sempre il centro della popolarità (in positivo o in negativo, non è quello che conta). Le uniche volte che non ce l'ha è perché nel centro-sinistra succede qualcosa, anzi, una cosa ben precisa: una crisi di governo. I mesi nei quali Prodi supera Berlusconi nel rating delle ricerche in Italia sono quelli in cui cade. Non è delizioso?
2) La campagna del 2006 è stata una campagna elettorale. Ci sono stati gli incontri in Tv, ci sono state un sacco di cose carine, Prodi che dà del nano a Berlusconi, Berlusconi che dà dei coglioni a metà del paese... Quella che in un paese anglosassone chiamerebbero "rissa da bar" e che noi chiamiamo "dibattito acceso". Ecco, la campagna 2008 non è una campagna elettorale. Sembra più che altro una gara a chi piscia più lontano tra due vecchi. E' per questo che vediamo un impennata nelle ricerche più modesta, sia per l'inconsistente Veltroni, sia per Berlusconi.
3) Ci sarebbe da fare tutto un discorso su questi dati, proprio per la loro natura. Sulle caratteristiche socio-anagrafiche degli utilizzatori medi della rete, su quanto queste si adattino a dati come questi; ci sarebbe da fare anche un altro discorso, ridugardante stavolta il voyerismo internettaro che fa schizzare la curva di Berlusconi a giugno 2009: nella top 3 delle ricerche più frequenti, fatto a 100 la chiave "berlusconi silvio", la seconda è "berlusconi foto" e la terza è "berlusconi governo".
Però c'è un'altra questione che mi preme.
Questi dati (fossero un po' più precisi e capillari, per esempio dando dei numeri assoluti e non normalizzati... fanculo grande G!) sono interessanti perché ci danno un'idea, seppur vaghissima, dell'interesse attivo per la politica d parte dei cittadini. Per attivo intendo qui un'accezione del termine - come è intuibile - mooolto ampia. Eppure, andare a cercare la parola Berlusconi su internet è, di per sé, un'azione. Un'azione che è influenzata da un "campo" [1] informativo, politico, financo economico. Ovviamente questi dati non ci dicono se chi usa la chiave di ricerca "berlusconi" lo faccia per attingere dalla saggezza del Premier o per informarsi di quale cazzata ha sparato il vecchiaccio oggi. Gli stessi dati sono vaghi, vaghissimi riguardo alla quantità di interesse che chi cerca ha nei confronti dei risultati (ovvero, perché cerco Berlusconi su internet? Non ho niente da fare in ufficio o mi informo tutti i giorni e riscrivo tutto nei miei quaderni con caratteri minuscoli come il maniaco di Seven?). In altre parole, da questi dati non ri può ricavare molto.
Sembra però esserci una relazione, inaspettatamente forte per quella che è la letteratura classica, tra fatti politici, mediatizzazione di quei fatti e mole di interesse per gli stessi.
Se si facesse un confronto comparato con la frequenza dei tre termini nelle prime pagine dei giornali nazionali degli ultimi cinque anni, probabilmente, vedremmo curve simili (questo non ho voglia di dimostrarlo, ché è lungo e palloso, ma fidatevi, una cosa simile l'ho fatta e, a spanne, i dati non si discostano di molto).
Le polemiche, le crisi di governo, le sparate, i provvedimenti, la loro volgarizzazione per il pubblico producono qualcosa. Lo si sa. Ma cosa? Semplice interesse, curiosità, ribrezzo? Chi ha "prodotto" una campagna elttorale moscia come quella del 2008? Chi l'ha addormentata? C'è sicuramente un differenziale di popolarità tra l'attuale premier e l'opposizione più cretina della storia della Repubblica, quello è sicuro: ma quanto Berlsuconi, che è in un'evidente situazione di sovraordinazione [2] rispetto agli avversari può avere la capacità di influenzare l'intero sistema? Quanto il potere che ha può modificare l'interesse delle persone su di sé, sulla sua persona? Qual è il target dei messaggi della politica?
Oh, domandoni, mica cazzi.
Note:
[1] non vi definisco il termine campo perché la questione è lunga e non l'ho capita bene nemmeno io
[2] non solo perché ha le televisioni, ma proprio perché è più bravo degli altri ad attrarre l'attenzione su di sé